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Calcare nella fontanella per gatti: come prevenirlo ed eliminarlo

Fontanella in acciaio inox per gatti da disincrostare per evitare il calcare

Tracce bianche sulle pareti, una patina gessosa attorno al beccuccio e una pompa che inizia a ronzare più del solito: nelle zone con acqua dura, il calcare nella fontanella per gatti è un problema frequente. Di solito non è pericoloso per l'animale, ma intasa l'apparecchio e rende l'acqua meno invitante. Ecco come eliminarlo in modo sicuro e, soprattutto, evitare che si riformi troppo in fretta.

Da dove viene il calcare e perché si accumula

Il calcare è formato da minerali, soprattutto carbonato di calcio, naturalmente presenti nell'acqua del rubinetto. Più l'acqua di casa è dura, maggiore è la loro concentrazione. Quando l'acqua circola ed evapora leggermente a contatto con l'aria, questi minerali si depositano sulle superfici, in particolare nei punti in cui l'acqua scorre e si asciuga.

In una fontanella l'acqua circola costantemente e una piccola parte evapora ogni giorno. I minerali rimangono nel serbatoio e si concentrano progressivamente, il che spiega perché i depositi compaiano molto più rapidamente rispetto a quanto accade in una semplice ciotola.

È possibile conoscere la durezza dell'acqua del proprio comune consultando i risultati ufficiali del controllo sanitario, pubblicati dagli enti preposti e disponibili sul sito del gestore idrico locale o del comune.

Il calcare è pericoloso per il gatto?

Per un gatto sano, bere acqua di rubinetto calcarea ma potabile non è considerato pericoloso. I minerali presenti nell'acqua rappresentano solo una minima parte dei suoi apporti complessivi rispetto a quelli assunti attraverso l'alimentazione quotidiana.

La questione cambia per i gatti che hanno già sofferto di calcoli urinari. In questi casi i veterinari intervengono soprattutto sulla dieta e incoraggiano l'assunzione di liquidi. Se il tuo gatto ha questa problematica, chiedi al veterinario se raccomanda un tipo di acqua specifico.

Il vero problema del calcare è quindi principalmente meccanico: a lungo andare danneggia la pompa, riduce la portata del flusso e rende la fontanella più difficile da pulire a fondo.

Come decalcificare la fontanella passo dopo passo

Per gli angoli più difficili, come il beccuccio o le scanalature del coperchio, un vecchio spazzolino da denti a setole morbide è l'ideale. Insisti con cura nei punti in cui l'acqua scorre continuamente, poiché è spesso lì che l'incrostazione gessosa risulta più spessa.

Scollega la fontanella dalla corrente, svuota tutta l'acqua e smonta i componenti, compresa la pompa se le istruzioni lo prevedono. Rimuovi subito il filtro, che non deve assolutamente entrare a contatto con l'aceto o restare a bagno.

Lascia i componenti in ammollo in una soluzione in parti uguali di acqua calda e aceto bianco per un periodo compreso tra trenta minuti e un'ora. Spazzola poi i depositi con una spazzola morbida, evitando assolutamente spugne metalliche che potrebbero graffiare le superfici.

Risciacqua abbondantemente e più volte ciascun pezzo con acqua corrente pulita, finché l'odore di aceto non è completamente svanito. Riassembla la fontanella, riempila con acqua fresca e installa un filtro nuovo se quello precedente è ormai saturo.

Prendersi cura della pompa

La pompa è l'elemento più sensibile al calcare. I depositi minerali si accumulano sulla girante e nel suo alloggiamento, rallentandola e rendendola rumorosa durante il funzionamento. Apri il coperchio seguendo le istruzioni e pulisci bene la girante con un bastoncino di cotone imbevuto di aceto diluito.

Non immergere mai il cavo o il blocco elettrico nell'aceto e non forzare i componenti sigillati. Se una pompa non riparte dopo un'accurata decalcificazione e una verifica della girante, potrebbe essere semplicemente usurata dal tempo.

Una decalcificazione regolare prolunga notevolmente la durata operativa della pompa, soprattutto nelle regioni in cui l'acqua del rubinetto è particolarmente dura.

Prevenire la ricomparsa del calcare

Tieni d'occhio la velocità con cui ricompaiono le macchie: ti indicherà la durezza effettiva della tua acqua e ti aiuterà ad adattare la frequenza di manutenzione, senza fare interventi inutili o troppo precoci.

Sostituisci completamente l'acqua ogni due o tre giorni invece di limitarti a rabboccarla: in questo modo i minerali si concentrano meno. Asciuga con cura le zone di scorrimento a ogni cambio d'acqua per limitare i depositi.

Una caraffa filtrante aiuta spesso a ridurre il calcare presente nell'acqua. Se utilizzi acqua in bottiglia, preferisci un'acqua oligominerale o minimamente mineralizzata rispetto a un'acqua minerale da tavola molto ricca di sali.

Infine, pianifica una decalcificazione completa circa una volta al mese se l'acqua è dura, e ogni volta che vedi comparire aloni bianchi evidenti sulle superfici.

I prodotti da evitare

Non utilizzare disincrostanti chimici commerciali concepiti per bollitori, macchine del caffè o sanitari: i residui possono risultare irritanti per l'animale. Evita anche la candeggina pura, i detersivi profumati e gli oli essenziali, molti dei quali sono tossici per i gatti.

L'aceto bianco e l'acido citrico diluito sono soluzioni semplici ed efficaci, purché si risciacqui alla perfezione ogni parte. Un odore residuo anche lieve è sufficiente per allontanare il gatto dalla fontanella.

Se dopo la pulizia il gatto snobba improvvisamente la fontanella, sciacquala di nuovo accuratamente. Se beve meno per diversi giorni consecutivi senza un motivo apparente, parlane tempestivamente con il veterinario.

Se desideri offrire acqua sempre in movimento, la fontanella Veyrulis combina un serbatoio in acciaio inossidabile SUS 304 da 3,2 litri, una filtrazione che trattiene peli e impurità, un funzionamento discreto e silenzioso e una finestra luminosa per monitorare il livello dell'acqua. Non sostituisce un'alimentazione corretta né il parere del veterinario.